Votum pro Bubus – Un’offerta rituale a Marte Silvano

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Silvano era una delle tante divinità romane dell’agricoltura e dei boschi, protettore dei confini, della terra e del bestiame, forse imparentato con il dio etrusco Selvans, che aveva più o meno gli stessi attributi. Esistevano altre divinità che condividevano caratteristiche simili, come Pan e Sileno e come Aristeo inventore dell’agricoltura e protettore delle greggi e dell’apicoltura.
Il culto di Silvano era riservato esclusivamente agli uomini: le donne erano escluse e non potevano assistere ai riti o celebrarli. Nelle fonti romane troviamo pochi riferimenti a Silvano, anche se ci sono molte statue che lo raffigurano, documentando così la presenza di questo culto.
Negli Epodi di Orazio si legge che in autunno si offriva uva a Priapo e al padre Silvano, protettore dei confini (pater Silvane, tutor finium). Nelle Epistole, Orazio ricorda le arcaiche pratiche agricole dei Romani, che offrivano maiale a Tellus, latte a Silvanus e vino e fiori a Genius. Inoltre, Giovenale scrive in una satira che a questo dio si sacrificava carne di maiale.
Nel De Agri Cultura di Catone, troviamo menzionato un rito sacro per mantenere il bestiame in buona salute, offerto a Marte Silvano. In questo caso, dobbiamo ricordare che Marte, nella sua origine, condivide con Silvano alcune caratteristiche: Marte, come ricorda Ovidio nei Fasti (1.238), è il dio celebrato all’inizio dell’anno, il mese di marzo, ed è associato all’origine della vita, alla natura e alla rinascita della primavera, tutti elementi simboleggiati dalla sua unione con Venere, il cui mese è aprile. Alcuni aspetti di Marte lo rendono un dio della natura e non solo della guerra, senza considerare che viene celebrato come padre del popolo romano per avere generato Romolo e Remo con la vestale Rea Silvia.
Oggi prepariamo l’offerta rituale descritta da Catone, che elenca le quantità esatte degli ingredienti (farro, lardo, carne magra e vino) ma non scrive nulla sulla preparazione. Sappiamo solo che deve essere cucinato nel bosco durante il giorno e consumato immediatamente, il che implica che probabilmente deve essere preparato in modo semplice, facendo uso di pochi strumenti.
Abbiamo deciso di preparare una puls, il cibo più antico delle popolazioni italiche secondo Plinio, spesso offerto in sacrificio nella cultura romana. Abbiamo seguito le indicazioni di Catone per la preparazione della granea triticea, escludendo il latte, che è una delle offerte per Silvano ma non è menzionato in questo passaggio, e una ricetta del De Re Coquinaria che descrive una puls più complessa in cui bisogna bollire il farro e poi aggiungere olio d’oliva, carne tritata e altri ingredienti.
Un’altra possibilità è quella di arrostire la carne e servirla con la puls condita con il lardo, ma in ogni caso Catone non ha sentito il bisogno di dare indicazioni in merito alla preparazione, ma fornirci unicamente la quantità precisa degli ingredienti, che è probabilmente il solo elemento significativo per la preparazione di questa offerta.
Abbiamo ridotto le dosi per preparare una porzione singola, utilizzando 80 grammi di farro, pestato nel mortaio, e 120 grammi di lardo e filetto di maiale. Se volete, potete utilizzare altri tipi di carne tradizionalmente offerti a Marte, come tagli magri di manzo o di castrato. Il lardo può essere sostituito con pancetta o guanciale.

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Ingredienti
farro
filetto di maiale
lardo
vino

Preparazione
Schiacciare grossolanamente il farro. Portarlo a ebollizione, quindi aggiungere il lardo tritato e fatelo cuocere per circa mezz’ora. Quando è quasi cotto, aggiungere il filetto di maiale tritato e cuocere ancora per qualche minuto, poi servirlo con un bicchiere di vino.

Testo originale
Votum pro bubus, uti valeant, sic facito. Marti Silvano in silva interdius in capita singula boum votum facito. Farris L. III et lardi P. IIII S et pulpae P. IIII S, vini S. III, id in unum vas liceto coicere, et vinum item in unum vas liceto coicere. Eam rem divinam vel servus vel liber licebit faciat. Ubi res divina facta erit, statim ibidem consumito. Mulier ad eam rem divinam ne adsit neve videat quo modo fiat. Hoc votum in annos singulos, si voles, licebit vovere.

Traduzione
In questo modo, preparare il votum per i bovini affinché rimangano in salute. Offrire questo votum a Marte Silvano nel bosco, di giorno, per ogni capo di bestiame: tre libre [una libra equivale a circa 330 grammi] di farro, quattro libre e mezzo di lardo, quattro libre e mezzo di carne magra e tre sestari [un sestario corrisponde a circa mezzo litro] di vino. È lecito metterli in un unico recipiente e mettere anche il vino in un unico recipiente. È lecito che sia uno schiavo che un uomo libero eseguano questo rituale sacro. Una volta completato questo rituale sacro, [il pasto] deve essere consumato immediatamente. Nessuna donna può assistere al rito sacro né vederlo. Se si vuole, è lecito offrire questo votum una volta all’anno.

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Traduzioni ed edizioni commentate di fonti storiche
De Re Coquinaria di Apicio – libri I-III
Appendicula de Condituris Variis di Giovanni Damasceno (VIII-IX secolo)
De Flore Dietarum – prima parte (XI secolo)
De Flore Dietarum – seconda parte (XI secolo)
Opusculum de Saporibus di Maino de Maineri (XIV secolo)
Anonimo Veneziano – prima parte (XIV secolo)
Registrum Coquine (prima parte) di Johannes Bockenheim (XV secolo)
Registrum Coquine (seconda parte) di Johannes Bockenheim (XV secolo)

Indice delle ricette
Pullus anethatus – Pollo arrosto con salsa all’aneto
La dieta dei legionari – Zuppa di montone e fagioli
Arrosto di manzo con le mele cotogne
Insalata di ceci e fagiolini
Patina di lattuga
Bietole con la senape
Puls fabacia – Un’offerta religiosa a Carna
Porcellus tractomelinus – Maiale ripieno di pasta
Orata
Moretum – Un’offerta religiosa a Cibele
Patina versatilis – Frittata con noci e pinoli
Maiale arrosto con salsa al mirto
Involtini di cavolo
Coppa di maiale
Pollo con taro
Libum di miglio al miele – Una focaccia rituale
Prosciutto in crosta – Una ricetta per i Saturnalia
Encytum – Frittelle al miele
Cinghiale
Hypotrimma – Salsa al formaggio
Ostriche e molluschi
Piselli
Scampi
Seppie e uova
Polpo e insalata di cetrioli
Copadia Agnina – Spezzatino di agnello
Apothermum – Polpette dolci di farro
Pullus Parthicus
Tisana Barrica – Zuppa d’orzo
Arrosto di Manzo e Scalogni
Polpette di Pollo e Crema di Piselli
Frittelle Dolci – Dulcia Domestica
Moretum e Hapalos Artos
Frittata – Patina ex Rusticis
Una ricetta per i Saturnalia – Arrosto di maiale con salsa allo zafferano
Muria – L’antenata della colatura di alici
Globi – Un dolce dell’antica Roma
La dieta dei legionari: buccellatum, lardo e posca
La Preparazione del Garum
Ova Elixa – Cucurbita
Dolce di Fichi
Ofella – Costata di Manzo
Insalate di Frutta – Melone e Pesche
Polpette di Gamberi e Insalata di Cetrioli
Sala Cattabia – Un Piatto Estivo dell’Antica Roma
Copadia – Spezzatino di Manzo
Puls Punica – Dolce Fenicio
Farcimina – Salsicce di Farro e Carne
Ova Spongia – Omelette Dolce
Zuppa di Lagana e Ceci – La Cena di Orazio
Pollo Stufato
Pesce Salato con Salsa alla Rucola
Savillum – Torta al Formaggio
Minutal Terentinum – Pasta e Polpette
Spezzatino di Cervo con Puls di Farro
Vitello con Salsa all’Allec
Isicia Omentata – Polpette avvolte in Rete di Maiale
Torta di Formaggio e Miele (Placenta)
Porcellum Laureatum
Castagne
Pane ai Semi di Papavero con Lievito Secco Antico
Conserva di Olive ed Epityrum
Farro Dolce
Mustacei – Pane al Mosto
Libum – Focaccia al Formaggio
Alici
Spezzatino di Maiale
Lattuga con Oxyporum
Polpette di Seppia
Polpette
Palamita
Senape
Salsiccia (Lucanica)
Astice
Pollo Arrosto
Fave
Faraona
Polenta d’Orzo
Cozze
Spezzatino
Branzino
Datteri Ripieni
Uova in Camicia
Taro
Pane e Moretum – Il Pasto di un Contadino dell’Antica Roma

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